martedì 1 dicembre 2009

In disuso

Voglio sfatare una serie di miti: si dice che nel periodo tra la fine degli anni '60 e l'inizio dei '70, meglio noto come '68, erano segno distintivo dei giovani di sinistra extraparlamentare le famose scarpe Clarks (dette polacchine); e non basta: la storia scritta e orale ci racconta di Bologna come una delle città cardine dell'onda di protesta.
Ebbene, miei cari lettori, qualcuno/a di voi ha mai provato a muoversi a Bologna quando piove, con un paio di Clarks ai piedi? é come avere un paio di sci: sono praticamente ingovernabili e una meravigliosa passeggiata sotto i portici la trasformano in un incubo alla ricerca della mattonella asciutta per un pò di pace.

Le soluzioni a questo punto sono ovvie:
A) nel periodo che va dal '65 al '75 a Bologna non é successo assolutamente niente;
B) i ragazzi di sinistra non hanno mai indossato le Clarks.

Ma io, che non mi fermo mai alle ovvie soluzioni razionali, mi sono impegnato a capire cosa succedeva podologicamente in quel periodo.
Ho contattato una serie di reduci del periodo e li ho intervistati difronte a dei gustosi caffé in Piazza Maggiore.
E tutti, ripeto tutti, mi hanno confermato raccontando, che quando a Bologna pioveva montavano sulla suola delle loro Clarks dei microcarrarmati in gomma, che si vendevano separatamente alle scarpe, e di cui tutte le bancarelle in Bologna ne erano fornitissime.

Quindi non solo periodo florido per la cultura italiana, non solo periodo florido per il calzaturificio inglese Clarks, ma anche molto florido per le aziende produttrici di microcarrarmati in gomma usa e getta... Prodotto che col tempo, insieme alla Rivoluzione, è scomparso nell'oblio dei commerci.

Nessun commento:

Posta un commento